I figli

Mario nasce a Pescara nella tenuta di campagna dei d'Annunzio, conosciuta come Villa del Fuoco, il 13 gennaio 1884; di salute delicata nella sua prima infanzia, viene presto affidato ai nonni paterni a Pescara. Nel 1895, Mario viene iscritto allo stesso Collegio Cicognini di Prato dove aveva studiato il padre, ma con un rendimento scolastico che sarà motivo di delusione per il Poeta. Nel 1906 ottiene ildiploma di Capitano di lungo corso presso l'Istituto Tecnico Commerciale di Livorno. Dopo aver lavorato presso la Direzione Generale della Navigazione Generale Italiana, passa nel nuovo servizio delle Ferrovie dello Stato, dove raggiunge il grado di Ispettore capo delle ferrovie.

Nel 1938 sposa Angela Benetti, ma da questa unione non nascono figli. Muore a Roma nel 1964

Gabriellino nasce Roma nel 1886, e ben presto viene mandato ad una balia di Olevano Romano. Successivamente la madre lo porta con sè a Parigi,dove studia al Liceo Sailly per poi iscriversi, per volere del padre, al Collegio Cicognini di Prato dove consegue la licenza nel 1903. In seguito frequenta la Scuola di recitazione di Luigi Rasi, per dedicarsi all'arte drammatica. Come attore interpreta alcune opere del padre: nel 1905 sostiene la parte di Simonetto nella tragedia La fiaccola sotto il moggio al Teatro Manzoni di Milano; nel 1908 prende parte alla prima della Nave e nel 1909 recita nella la parte di Ippolito nella Fedra al Teatro Lirico di Milano. Debutta anche come attore cinematografico legando il suo nome a film come La Nave e Quo vadis. Dopo un fidanzamento con l'attrice Maria Melato, si lega Maria Brizi. Nel giugno del 1925 si cominciano a manifestare i sintomi di una grave ma ignota malattia che renderanno cagionevole per sempre la sua salute. Muore a Roma nel 1945.

Ugo Veniero nasce a Roma nel 1887; registrato all'anagrafe capitolina come Ugo, viene poi battezzatoper volere del padre con il nome di Veniero “che è più forte affinchè il figliuolo porterà il fato nel nome,c he è glorioso di gran gloria navale” quella di Lepanto, preparata e vinta dal Doge e Ammiraglio veneziano Sebastiano Venier (1496-1578). Veniero conduce una vita più distaccata dalla famiglia: trascorre l'adolescenza tra Roma, Parigi e poi Zurigo dove frequenta la Facoltà di Ingegneria Meccanica. Nel 1914 presta servizio militare come Ufficiale di artiglieria e poi come Ingegnere Meccanico lavora per l'Aviazione Militare presso le officine Caproni per le quali nel 1917si reca negli Stati Uniti come capo missione e come progettista per la stessa Caproni Aeroplans di Detroit. Nel 1919 ritorna in Italia e si congeda dal servizio militare con il grado di capitano: in seguito si occupa come disegnatore della fabbrica di automobili Isotta Fraschini e come rappresentante di questa casa, nel 1924, si trasferisce negli Stati Uniti e nel 1930 ne prende la cittadinanza. Dopo un primo matrimonio con la cittadina svizzera Anna Elena Nussberger,dalla quale divorzia nel 1937 dopo aver avuto una figlia, Anna Maria, si risposa a New York con Luigia Bertelli, dalla quale nel 1942 nasce il figlio Gabriele. Nel 1945 si spegne a New York per un male incurabile.

Renata Anguissola in Montanarella nasce a Resina ( Na ) nel 1893 dalla relazione fra d'Annunzio e Maria Gravina Cruyllas sposata al conte Guido Anguissola. Renata, figlia molto amata dal Poeta che la chiamava affettuosamente “Cicciuzza”, viene ricordata per la sua vicinanza ed assistenza al padre nel periodo in cui era in convalescenza a Venezia, nella “Casetta rossa”, per l'incidente all'occhio destro verificatosi dopo un ammaraggio brusco nelle acque di Grado ,nel 1916. A lei si deve la trascrizione e il riordino dei cartigli scritti dal Poeta bendato, utilizzati in seguito per la redazione del Notturno, pubblicato nel 1921. Durante la permanenza alla “Casetta rossa”, Renata conosce il Tenente di vascello, Sivio Montanarella, che sposa nell'agosto del 1916: testimoni delle nozze sono il padre e Mario d'Annunzio. Da questa unione nascono 8 figli che rendono nonno il Poeta per la prima volta.Renata muore nel 1976 e viene sepolta nel cimitero del Vittoriale.