Oratorio Fiume - Schegge e frammenti dall'impresa fiumana del poeta soldato Gabriele d'Annunzio

Pescara, Museo Casa natale di Gabriele d'Annunzio

ore 21,30 del 30 luglio 2011 - Monologo

Un monologo, una “messa in voce”, che narra dell’urlo tragico del poeta
guerriero e dei suoi ardimentosi corifei, opposto al balbettio dei governanti
dell’Italietta post-quindicidiciotto.
L’impresa fiumana è un impresa politica ma non di parte (imprendibile come
una palla di gomma che rimbalza da destra a sinistra senza fermarsi). È una politica
etica ed estetica, è la rappresentazione di un mondo che non può (forse) ancora
esistere: l’utopia della fantasia al potere, oppressi contro oppressori, genio contro
disciplina, impeto contro calcolo e pavidità, ribellione contro sudditanza ad altri
imperi, utopia contro ragion di stato, o meglio, di stati.
A novant’anni di distanza da una prova generale per un mondo più bello, un
omaggio a un atto guerresco senza spargimento di sangue, se non fosse per l’assalto
del Regio esercito nel Natale di sangue a chiusura del sogno dannunziano, che tanto
ricorda una rappresentazione tragica uscita dalla penna - sul cappello - dell’autore
della Figlia di Iorio.
Rileggendo gli eventi fiumani vien da chiedersi se quel focoso ardore non fosse
la visione onirica, disincantata e disillusa di uomini che hanno vissuto una guerra
lanciata ben al di là dell’elemento umano con le sue spaventose tempeste d’acciaio,
che hanno lasciato giovani ardimentosi in bilico tra l’incubo e il sogno. Allora se la
vida es sueño, come ci ricorda il drammaturgo Calderon De La Barca, si viva la
favola bella di Fiume accolta dalla Madre Patria Italia! Peccato che poi Mamma
mandi i suoi servi-soldati a bombardare l’Olocausta città, un epilogo da Tebe eschilea
dove il fratello uccide il fratello…fattaccio che pochi anni più tardi tornerà a girare
ancor più vorticosamente sulla giostra dei tragici eventi italici.
Fiume per un anno è stata un palcoscenico dove si è ballato, si è cantato, si è
amato, si è sperato in un mondo migliore, si è sognato: che è la vita? Una frenesia.
Che è la vita? Un’illusione, un’ombra, una finzione e il maggior bene è nulla perché
tutta la vita è sogno e i sogni sogni sono.
Di e con: Umberto Fabi
Progetto e organizzazione: Marco Formato
Con il Patrocinio della Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani”